vialli

Ciao, Gianluca, un saluto a Vialli anche da Grumello.

Premessa: non è facile ricordare Gianluca Vialli dopo che in questi giorni illustri firme l’hanno egregiamente già fatto, per cui sono stato molto in dubbio se aggiungere qualcosa … Ma è pur vero che una voce da Grumello non si è ancora letta o sentita, per cui mi assumo io il compito e lo faccio oggi, perché proprio il 6 gennaio di un anno fa arrivò la notizia della sua morte. Così, su questo blog, di cui ebbi occasione di accennargli una domenica uscendo dalla messa delle 10 che lui frequentava quando era in paese e dove a lungo ho sognato di poter mettere una sua intervista o qualcosa di simile, oggi trovate il mio ricordo, ma non solo…

Facciamo, prima, qualche passo indietro: ho conosciuto Gianluca attraverso le parole di mio nonno, che lo ricordava da bambino in paese e l’aveva poi seguito in tutto la sua fantastica carriera. L’ho ammirato anche attraverso le parole di mia mamma che, anche se di calcio si vanta di non capire niente. Di lui, infatti, parlava ai suoi studenti che preferivano il pallone ai libri di scuola e lo portava a modello da seguire, quando probabilmente lui ancora non pensava di esserlo…

Poi sono cresciuto, ho cominciato a interessarmi agli album Panini di mio padre e ho conosciuto il calciatore Gianluca Vialli. Non amo parlare di me, ma a testimonianza della mia ammirazione per lui, vi dico che, da un soggiorno studio estivo in Inghilterra, tornai con maglia e sciarpa del Chelsea… Non solo: feci amare a un londinese, piemontese d’origine, il nostro campione, parlandogliene continuamente durante i mesi di agosto in montagna. L’argomento delle nostre conversazioni, un po’ in un italiano alla Stanlio e Olio lui, un po’ in un inglese piuttosto scolastico, io… era spesso Vialli, giocatore prima e allenatore poi della squadra inglese.

Veniamo, ora, a tempi più recenti e a un ricordo condiviso con tanti grumellesi il 24 aprile 2022 e cioè  l’assegnazione del Premio Agrumello in occasione dell’annuale Fiera agricola primaverile.

“A Gianluca Vialli, Campione nello sport e nella vita. Con la tenacia propria della nostra terra, ha saputo metter a frutto le sue doti di uomo e sportivo, aprendosi a sempre nuove esperienze. In ogni occasione ha colto il lato positivo, seminando voglia di fare e speranza con indiscusso carisma. Esempio virtuoso per i giovani.” Questa la motivazione con cui il Comitato Volontari FieraGrumello premiò l’uomo Vialli, prima ancora che lo sportivo.

Così, in questi giorni, in cui tutti, nel primo triste anniversario della sua morte, ne stanno celebrando lo stile di vita, la grande personalità, l’essere veramente una “brava persona”, questo bel ricordo torna alla memoria di chi era presente quella giornata nella Sala Conferenze di Cascina Castello. Ma è soprattutto per chi non era presente che riporto qualche passaggio del suo breve, ma intenso, discorso di ringraziamento. Un  Vialli a tratti molto commosso, anche per la presenza dei genitori e di altri famigliari in prima fila, illustrò con la semplicità che gli era propria, unita a profondità di sentimenti, oggi merce rara, il legame con il mio piccolo paese. Iniziò il suo intervento esprimendo, con un largo sorriso e tanta leggerezza, la sua sincera soddisfazione per l’uso che si fa oggi di Cascina Castello, fino a qualche decennio fa di proprietà della sua famiglia, in quanto legata a Villa Affaitati: “… sono felice che essa appartenga al Comune e alla comunità grumellese e che venga utilizzata per manifestazioni di questo genere.

Parlando poi del Premio Agrumello che stava per essergli consegnato, Gianluca volle sottolinearne l’unicità rispetto ai tanti altri ricevuti nella sua vita: “Non è un riconoscimento sportivo, per questo voglio condividerlo con la mia famiglia… Vi sono veramente grato per aver pensato a me, ma mi sento un po’ in difficoltà quando si dicono tante belle parole su di me, perché penso di essere sopravvalutato, soprattutto  oggi che qui viene premiato alla memoria l’ambasciatore Attanasio” Commovente poi un ricordo famigliare: “Sono molto orgoglioso di essere qui, perché so che proprio quarant’anni fa lo stesso riconoscimento fu assegnato alla memoria a mio nonno che purtroppo non ho mai conosciuto personalmente, ma soltanto attraverso i racconti di mio padre. Mi hanno detto che era una persona geniale, altruista.” (Per completezza di informazione, va detto che Giovanni Vialli, ingegnere, permise la bonifica di numerosi terreni di Grumello, con un impianto da lui progettato e ancora oggi in funzione.)

Cosa rappresentava Grumello per Gianluca? Lasciamo che sia ancora lui a dircelo: “Se sono diventato quello che sono  dal punto di vista professionale e umano, lo devo anche a Grumello. Qui i miei primissimi calci nei tornei estivi all’oratorio con la San Bartolomeo … Qua ho sempre passato l’ estate, a contatto con la natura, trascorrendo periodi meravigliosi, momenti indimenticabili con gli amici del paese … Qui ho imparato molto da alcune famiglie dalle attività storiche: i Ceruti, i Gandolfi, i Caffi, i Mainardi … In questa piccola realtà penso di aver assorbito valori che hanno contribuito a formarmi come uomo e come professionista. Ripeto: sono davvero molto grato a Grumello e alla sua gente. Proprio per questo, quando con mia moglie abbiamo deciso di mantenere un punto di riferimento in Italia, la scelta non poteva che ricadere sul paese e sulla proprietà della mia famiglia, che ho sottoposta a una ristrutturazione notevole.”  Vialli pronunciò queste parole, interrotte da frequenti applausi, con evidente commozione, che si accompagnò a un sorriso sornione nell’accenno alle spese sostenute per gli impegnativi lavori di ristrutturazione di quello che in paese viene chiamato Castello.

A conclusione, come prevedibile, non mancò uno sguardo al futuro: “Voglio che le mie figlie sappiano da dove arriva il loro papà: nel 2036 festeggeremo i cent’anni da quando mio nonno comprò la proprietà dal principe Trivulzio di Belgioioso, di cui era amministratore. Vorrei che Olivia e Sofia  fossero qui con i loro figli, perché le future generazioni Vialli possano imparare ad amare la casa di famiglia e a prendersene cura…Concludo dicendo che non sono nato a Grumello, ma spero, anche se tra una cinquantina d’anni…, di passare qui gli ultimi giorni di vita e magari trovare posto per quella eterna.” La commozione di Vialli diventò, a quel punto, quella di tutta la Sala che, mentre lo applaudiva, sperava che il desiderio di quell’uomo coraggioso, che la gente del paese aveva voluto premiare, si avverasse.

Sappiamo come è finita, ma di lui a Grumello restano tanti ricordi: chi è avanti negli anni, continuerà a pensarlo in sella alla bicicletta sulle strade di campagna, diretto forse a quella Madonna del Deserto che lui andò a ringraziare nell’estate del 2021. Ma non lo dimenticherà nemmeno chi è più giovane e l’ha incontrato solo negli ultimi anni, talvolta ancora in bicicletta per le vie del paese, o in chiesa, al bar o in pizzeria. Lo si vedeva anche  in compagnia della moglie e delle sue figlie, allora bambine, al cinema d’estate nel cortile di Cascina Castello… con alle spalle l’arco di casa sua…

Comprensibili la tristezza e il dolore che si sono abbattuti su Grumello nel giorno grigio dell’Epifania 2023 quando giunse in paese la notizia della sua morte.. Ma il caso (?) ha voluto che proprio in quel triste pomeriggio fosse prevista un’iniziativa proposta da Don Francesco, parroco del paese. I grumellesi erano  invitati a contribuire, nella giornata della Santa Infanzia, al battesimo dei tanti bambini ospiti di un orfanatrofio in Togo, indicando anche il nome da dare al battezzato.  Così, perché il ricordo del Campione arrivasse anche lontano, qualcuno  ha scelto proprio  di proporre “Gianluca”…

E forse bisognerà che quel bimbo sappia, prima o poi, a chi deve il suo nome!